C.A.V. Chatillon
SAINT-VINCENT
Situato
in un ampia conca, nel cuore del più grande bacino imbrifero delle
Alpi, protetto dai venti boreali dal monte Zerbion, il Comune di
Saint-Vincent (575 m s.l.m.), che raggruppa una manciata di frazioni
disseminate nel verde da quota 400 m s.l.m. a quota 1.600 m, gode di un
clima particolarmente mite, tanto da essere definito "la riviera delle
Alpi". Grazie a questo suo microclima saluberrimo, alla fertile terra,
alle limpide sorgenti, delle quali alcune miracolosamente
medicamentose, l'uomo ha fatto di questa zona un luogo di insediamento
privilegiato sin dai tempi più antichi. Saint-Vincent fu infatti sede
di insediamenti umani a partire dall'Età del Ferro e del Bronzo.
Nell'epoca romana fu sicuramente un centro importante. Tra i resti di
questo periodo va segnalata la presenza di una mansio romana con
impianto termale, rinvenuta sotto la chiesa parrocchiale. Nelle
vicinanze doveva passare anche la via consolare delle Gallie di cui
restano le vestigia di un ponte sul torrente Cillian.
Nel Medioevo
fece parte della Signoria di Montjovet. Il borgo di Saint-Vincent
rivestiva una rilevante importanza commerciale: vi si trovavano un
ospizio per l'accoglienza dei viandanti e numerose dimore nobili che
vennero distrutte in gran parte nel corso delle guerre intorno al 1630.
Nel
1770 furono scoperte dall'Abate Perret le benefiche proprietà delle
acque di quella che sarebbe diventata la "Fons Salutis". Furono proprio
le terme, grazie anche alla costruzione della "Monjovetta", strada che
permetteva il transito delle carrozze dal Piemonte, a dare l’avvio allo
sviluppo turistico della cittadina.
L'attuale stabilimento
idropinico domina dall'alto il centro di Saint-Vincent. Le miracolose
acque di questa sorgente sono particolarmente indicate nelle malattie
dello stomaco, dell'intestino, del fegato e delle vie biliari, nei
disturbi del ricambio, in alcune affezioni cutanee, nei disturbi
gastro-intestinali dell'infanzia per il loro alto contenuto in solfati
e carbonati sodici e magnesiaci, per la ricchezza in acido carbonico,
per la presenza degli ioni iodio e bromo.
Il Casinò più grande
d'Europa, un moderno centro congressuale, numerose possibilità di svago
a carattere sportivo e culturale sono la cornice moderna dei
sopraccitati valori artistici, climatici e termali che sin dal XIX
secolo hanno fatto di Saint-Vincent un centro turistico internazionale
di prim'ordine.
In inverno, a quota 1650 m s.l.m., è attiva la
stazione sciistica del Col de Joux. Grazie alla centralità della
posizione di Saint-Vincent anche tutti gli altri grandi comprensori
sciistici della Valle sono facilmente raggiungili.
Nella bella
stagione soleggiati sentieri invitano gli amanti della natura a gite ed
escursioni tra verdi prati in collina, pascoli rigogliosi e fioriti,
castagneti, boschi ricchi di fauna e flora incontaminata.
Galleria Fotografica
CHATILLON
Il
Comune di Châtillon (549 m s.l.m.) è situato nella Valle Centrale, in
corrispondenza dello sbocco della Valtournenche sul torrente Marmore.
Abitato fin dall'Età del Bronzo, fu un centro importante nel periodo
romano, grazie alla sua posizione sulla strada consolare, come è
attestato dal ritrovamento di iscrizioni funerarie e di monete. Ancora
oggi si possono ammirare i resti di un ponte romano gettato sul
torrente Marmore che poggiava sulle rocce con un unico arco della luce
di 15 metri. Costruito in blocchi di tufo e pietra originariamente
doveva essere largo circa 6 metri, ma attualmente se ne vedono solo le
spalle ed un'ardita unica fila di conci. Nel Medioevo Châtillon divenne
un borgo di primaria importanza, secondo solo ad Aosta. Il Comune fu il
centro della Signoria omonima, facente capo alla potente famiglia degli
Challant. In ogni tempo comunque fu centro di passaggi e di commercio,
sede di fiere e mercati. Nel '700 divenne centro industriale legato
dapprima all'industria metallurgica e successivamente a quella tessile,
alimentare ed estrattiva (sfruttamento di cave di marmo). Anche
attualmente è un centro a preminente vocazione artigianale ed
industriale , ma non per questo meno ricco di attrattive di carattere
storico, artistico e paesaggistico.