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30/08/2010 Città sguarnite di Volontari?
Con questo titolo esce, il 27 agosto su Il Venerdì de "La Repubblica", un articolo piuttosto denigrante con firma di Riccardo Bianchi e Michele Bocci.
Una simile apertura lede il lavoro dei Volontari del Soccorso di tutta la nazione, facendo trasparire una falsa superficialità da parte nostra. Purtroppo, quelle delle assenze estive, è un problema che colpisce tutti i settori, non solo quello socio-assistenziale. Anche noi in Valle d'Aosta ne paghiamo le conseguenze e, come ogni anno, ci organizziamo al meglio per sopperire alla mancanza di volontari. Maggior parte dei lavoratori, per esigenze aziendali, si trova a dover usufruire delle ferie in determinati periodi estivi, queste "imposizioni" si ripercuotono involontariamente sulle nostre organizzazioni. Si tratta pertanto di un problema periodico e conosciuto che, nella sua routine, non viene più considerato ingestibile, pertanto la scelta di un'apertura simile su una rivista nazionale diventa una forzatura. Il flusso di volontari valdostani verso strutture fuori valle è decisamente inferiore alle 10 unità/anno e quello inverso da fuori verso le nostre Organizzazioni può essere quantificato in 40/50 unità/anno su tutto il territorio regionale, con prevalenza di afflusso nel periodo invernale.
L'Ufficio Stampa dell'Anpas ha già provveduto a pubblicare un comunicato stampa, venerdì 27 luglio 2010, in cui ritiene scorretto collegare il calo di volontari nella grandi città nel periodo estivo con l’adesione al progetto Volontariato e Vacanze, e si precisa che i volontari sono cittadini come gli altri e quindi è naturale che vadano in ferie in modo maggiore nei periodi tradizionali, ribadendo che può sembrare strano che ci si stupisca di un calo delle presenze in servizio.
In una nota del comunicato stampa il Vicepresidente nazionale ANPAS Fabrizio Pregliasco dice “il radicamento territoriale delle Pubbliche Assistenze (867 in Associazioni in 19 Regioni) e la disponibilità dei Volontari di trascorrere le loro ferie in favore degli altri, costituisce una risposta responsabile al problema. Ci aspettiamo dai giornalisti, in particolare di una testata importante come La Repubblica, la stessa responsabilità quando parlano di Volontariato. Nonostante si dia per scontato che servizi fondamentali come l’emergenza sanitaria siano svolti da volontari, una rappresentazione come quella che viene fatta nell’articolo non incoraggia i giovani ad avvicinarsi alle Associazioni.”
Vi invito ad un'attenta lettura dell'articolo de "La Repubblica" e del comunicato stampa ANPAS, e, se qualcuno lo gradisce, sarebbe interessante aprire un dialogo sul nostro forum.
Romuald Desandré